Come trovare la propria voce

Cari lettori,

oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore: il tono di voce. Vi è mai capitato di riconoscere un gruppo musicale ascoltando solo le prime note di una canzone? O di leggere una frase e riconoscere da subito l’autore? Ecco, il tono di voce per me emerge quando riusciamo a “sentire” chi c’è dietro alle parole, alle note, a un’immagine.

In un articolo (che trovate qui) Anna Maria Testa dice:

C’è un aspetto di tutto quanto diciamo o scriviamo, e di tutto quanto ascoltiamo o leggiamo, che ne influenza in maniera sostanziale l’efficacia, la credibilità, la forza, la memorabilità, e perfino l’interpretazione. È ciò che viene definito “tono di voce”.

Quando ho parlato di personal branding, ho detto che non sempre le persone ci percepiscono nel modo in cui vorremmo. La nostra voce, quindi, può diventare uno strumento indispensabile che aiuta gli altri a riconoscere in noi uno stile, a distinguere alcune caratteristiche e non altre.

Mi sono chiesta, come possiamo imparare a farlo anche noi? Come riuscire a far emergere quelle particolarità, a far uscire la voce che ci distingue da tutti gli altri e che spinge i lettori e clienti a seguirci? Come possiamo esserci in quello che diciamo senza rischiare di bloccarci davanti alla pagina bianca, o di essere freddi, noiosi e poco coinvolgenti?

Se avessi la risposta, ovviamente, sarei una maga! Non c’è una regola che vale per tutti, ognuno ha il suo modo di parlare, ognuno attinge dalle proprie memorie, sogni ed esperienze. Quello che posso fare qui è provare a darvi qualche suggerimento per esercitare liberamente la scrittura e di invogliarvi a continuare e approfondire.

L'esperienza in Bottega

Questo mese sto partecipando a un progetto culturale chiamato “Bottega di scrittura libera e segni vivi”, dove tentiamo,  insieme a una guida molto speciale, di tirare fuori la nostra voce attraverso esperienze condivise. Ho pensato di riportare qui quello che sto imparando, mi piace pensare che possa aiutarvi a tirare fuori anche la vostra voce. Mi rendo conto che è un percorso tutt’altro che semplice e che non si esaurisce in un unico articolo, ma può aiutare a lavorare su noi stessi con consapevolezza e spirito di osservazione. Perché secondo me il segreto sta tutto lì, dando libertà alla propria voce si libera una parte di se stessi.

Vi invito a provare questi piccoli gesti, ogni volta che vi sentite bloccati o inibiti davanti a una pagina bianca (e se vi va fatemi sapere com’è andata nei commenti o su facebook)

Il critico interiore

Tutti coloro che si sono avvicinati per la prima volta alla scrittura, sanno che scrivere non è né semplice né automatico. E può succedere, quando ci prepariamo a buttare giù le parole, di sentire una vocina di sottofondo che critica ogni frase compiuta, facendoci dubitare delle nostre capacità. Usa sempre le stesse parole per cazziarci, ci dice “così non va bene”, “quello che ho scritto fa schifo”, “lascia perdere e brucia quella pagina” e via dicendo. La riconoscete? Bene. Quella voce, quella cantilena fastidiosa, arriva per farci dubitare di noi stessi. Quindi, quello che dobbiamo fare per prima cosa è sbarazzarcene almeno per qualche ora, perché per scrivere abbiamo bisogno della mente libera. Il mio suggerimento è: ascoltatela, prendete un foglio di carta e scrivete ciò che dice. Poi accartocciatelo e buttalo via senza rimpianti. Ditemi, come vi sentite ora?

Immaginare il lettore

Uno dei trucchi per scrivere senza cadere nella freddezza di un testo scolastico o nella noia di un testo da bugiardino, è quello di immaginare un lettore ideale. Un lettore ideale è semplicemente l’immagine della persona che ci legge dall’altra parte dello schermo, a cui abbiamo dato un nome, un volto e delle caratteristiche precise. Pensare di scrivere a qualcuno in particolare aiuta molto nel processo di scrittura e nella ricerca del tono più adatto alla conversazione. Quando siamo davanti a una pagina bianca e non sappiamo come iniziare possiamo provare con un incipit del tipo “Cara Sonia” proprio come se stessimo scrivendo una lettera a un’amica. In questo modo la scrittura verrà più naturale e genuina, provare per credere!

Ascoltare il testo

Ci hanno detto, content is the king! Vero? Vero. Ma quando leggiamo abbiamo mai provato a fregarcene del contenuto? "Che insensatezza Vale -  direte - come puoi prescindere da ciò che c’è scritto in un testo?" Quello che vi suggerisco di fare non l’ho detto io, bensì uno che ne sa molto più di me. Comunque il senso è, per trovare la tua voce prova a cambiare il modo in cui leggi. Un testo ha un suo tono di voce e imparare a riconoscerne le sfumature può aiutarci a capire in che modo ci coinvolge. Si tratta di andare oltre la logica e di lasciare che siano le emozioni e le sensazioni a guidarci nella lettura attraverso il suono delle parole, la musicalità delle frasi e il ritmo scandito dalla punteggiatura. Allenarsi trovare a un nuovo punto di vista significa ascoltare un testo, sentirlo, percepire quello che rimanda a noi e solo a noi e quali sono le connessioni e le memorie che evoca. Ecco provate a leggere il prossimo libro come fosse musica, cercate di percepire come risuona in voi quel testo e partite da lì.

Attivare i sensi

Un modo per imparare ad osservare è immergersi in situazioni nuove, dove i sensi possono essere stimolati grazie a esperienze quotidiane. Imparare ad ascoltare come si percepisce il mondo è un fatto del tutto personale. Limitatevi ad osservare cosa succede attorno a voi, quando siete ad esempio al ristorante o durante una passeggiata. Portate dietro taccuino e penna e segnatevi tutto quello che colpisce la vostra attenzione, registrate le sensazioni, le emozioni, i rumori, i suoni, i sapori, gli odori e colori che i vostri sensi catturano. Fermateli sulla carta, ascoltate attentamente. Poi provate a dare una forma a ciò che avete scritto, senza porvi limiti, senza darvi una regola, scrivete liberamente e poi osservate. Quali sensazioni, emozioni, pensieri, ricordi affiorano? Cosa significano per voi? Partite da lì per scoprire qual è la vostra visione del mondo.

Divertirsi

Ultimo consiglio valido in ogni fase di scrittura e che non dobbiamo mai dimenticare è: divertiamoci! Quando si è liberi di esprimersi senza ansie da prestazioni o regole strette, scrivere è un piacere. Quindi, la regola è scrivi, scrivi, scrivi qualunque cosa, allenati ogni giorno a scoprire il piacere delle parole, del fraseggio, del punteggio. Immagina nuovi modi per raccontare un fatto, divertiti a scoprire quante sfumature può avere una parola in contesti diversi e come cambia il senso di una frase quando appare una virgola o un punto. Divertiti a immaginarti poeta, filosofo, meccanico, maestro Jedi, insomma sperimenta il tuo modo di essere. Se lo fai la tua voce verrà fuori, seppure all’inizio coperta di orpelli, sarà lì e potrai sentirla.

Bene, direi che per ora è tutto, ma se vi è piaciuto l’articolo e avete domande da fare o argomenti da approfondire vi lascio libertà di sfogo nei commenti.

Grazie per essere passati di qua, alla prossima!

Mi chiamo Valentina Pucci e sono una libera professionista fanese. Mi occupo di social media marketing e curo progetti di comunicazione per piccoli imprenditori e liberi professionisti.

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