Social, meglio pochi ma buoni

Nell’ultimo post ho parlato di decluttering, che sarà anche il tema che richiamo qui per spiegarti che non conta quanti social media hai, conta che tipo di pubblico vuoi raggiungere e quanto tempo hai a disposizione per parlare con lui.

Negli ultimi anni ho fatto spesso corsi di formazione sui social media e col tempo mi sono accorta che l’interesse per gli imprenditori su questo tema si stava focalizzando molto più sugli strumenti (i canali social) e ancora poco su come usarli. La maggior parte dei corsisti aveva una piccola attività ma non era strutturato per mantenere una costante presenza on line, tuttavia viveva la questione social come una vera e propria corsa all'oro.

I social sono strumenti.

Per molti di loro la necessità di aprire tanti canali social sembrava l'alternativa alla pubblicità tradizionale, una soluzione facile per aumentare la visibilità dell'azienda o per trovare subito nuovi clienti, ma questa convinzione era destinata a scontrarsi ben presto con la realtà. C'erano due questioni da affrontare che i corsisti non consideravano: il tempo (per gestire i canali) e il pubblico (ogni social ha il suo). Abbiamo fatto un esperimento e analizzando insieme alcuni dei loro canali, ci siamo accorti che c'era la tendenza comune a dare le medesime informazioni ovunque. Condividendo semplicemente lo stesso contenuto in pratica si utilizzava il copia-incolla senza tenere conto della complessità del contesto.

Concentrarsi su quello che serve.

La tendenza ad aprire tanti canali social con l'intento di essere più visibili parte da una premessa errata. Senza un piano "spammare" ovunque è un po’ come gettare tanti bigliettini da un aereo in volo, prima o poi foooorse becchi qualcuno, ma non puoi sapere se sarà stato un caso oppure no e nemmeno se quel qualcuno sarà interessato a quello che hai da dire. In pratica rischi di perdere tempo per un risultato incerto.

Non serve essere ovunque, ma serve esserci lì dove è più probabile incontrare il cliente ideale (ovvero chi è interessato a te e alle cose che fai). Se punti ad essere un business social e ti occupi di persona della tua comunicazione on line, non puoi prescindere dal tempo che hai a disposizione per gestire i tuoi canali e dal tipo di pubblico vuoi raggiungere.

Partire dal pubblico.

Prima di fare una pulizia dei canali, è bene occuparsi del pubblico. Conoscere il tuo cliente ideale, ovvero chi leggerà i tuoi post, ti aiuterà nella scelta perché è a lui che parlerai. Chiediti dove puoi intercettarlo e quali social usa di solito e concentra lì le tue energie. Per esempio se il mio è un pubblico molto giovane difficilmente mi concentrerò su Linkedin e se ho un profilo lì, mi chiederò se vale la pena impegnarci il mio tempo.

Il tempo è prezioso.

Se hai già dei canali attivi prova a fare un’autoanalisi di quello che ti hanno portato come ritorno. Fai un check, guarda con quanta frequenza li aggiorni, ci sono social che sono fermi da un po’ e che non riesci a gestire? Il mio suggerimento è chiudi quelli inattivi e investi solo sui canali che effettivamente puoi permetterti di usare, scegli tra quelli che ti piacciono e con i quali hai dimestichezza, puntare su un social che non senti affine rischia di demotivarti!

 Fare pulizia di ciò che non serve ti aiuta a concentrarti sulle cose importanti e a fare spazio al tuo piccolo business anche sul web!

 

 

Mi chiamo Valentina Pucci e sono una libera professionista fanese. Mi occupo di social media marketing e curo progetti di comunicazione per piccoli imprenditori e liberi professionisti.

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