Tre errori da evitare se gestisci una pagina facebook

Cari lettori,

mi rivolgo a chi ha un’attività da promuovere sul web e usa facebook. Se l’avete scelto sappiate che non potete prescindere dal contesto in cui siete. Facebook come gli altri social network non nasce per vendere e se lo dimentichiamo rischiamo di incappare in errori che ci penalizzano. Quindi, vediamo insieme tre errori da evitare.

Usare facebook come una vetrina

È notizia di qualche settimana fa, facebook ha reso pubbliche le nuove linee guida per gli editori, che chiariscono (in parte) come funziona il news feed (la sezione notizie che scorriamo dalla nostra home) e ci dice quali sono le regole generali da tenere in considerazione quando pubblichiamo un contenuto.

Leggendolo ci accorgiamo che, nonostante gli aggiornamenti, il succo resta lo stesso e conferma il fatto che i social nascono per creare relazioni. Secondo me vale la pena ripeterlo e tenerlo a mente sempre, perché troppo spesso tendiamo a voler raggiungere un risultato che ha più a che fare con la vendita che con le conversazioni.

Ogni volta che usiamo facebook come una vetrina e pubblichiamo solo contenuti che riguardano i nostri prodotti e servizi, in realtà, stiamo perdendo l’occasione di farci conoscere. Se la mia bacheca somiglia più a un volantino della Coop con la solita carrellata di sconti e autopromozioni, facebook se ne accorgerà e farà di tutto perché i contenuti siano meno performanti. Questo succede perché a facebook interessa far vedere contenuti interessanti e significativi per le persone, punta al coinvolgimento e al passaparola più che alla vendita diretta. Se diamo alle persone solo pubblicità rischiamo di essere gli unici ad apprezzare la nostra vetrina.

Il consiglio è variare i contenuti, non rinunciare alla promozione, ma farla con un senso e in maniera moderata.

Fare spam

Una cosa che in passato mi è successa spesso (ora molto meno grazie alle impostazioni sulla privacy) è di essere taggata a random su contenuti promozionali di altri e, naturalmente, senza il mio permesso. Ad esempio, sono stata taggata in post in cui si promuoveva un evento dedicato alle mamme, un altro dove si promuovevano moticiclette, insomma nulla che avesse a che fare con me!

Ora, lo spam oltre ad essere una pratica fastidiosa, non si può fare perché viola gli standard della comunità di facebook. Inoltre, è sbagliato credere che inneschi il passaparola e anzi, se il prodotto o servizio in cui siamo taggati non ha nulla a che fare con noi e non ci interessa, lo spam è controproducente.

La pratica del taggare chiunque senza tenere conto degli interessi del pubblico è un modo facile di attirare l’attenzione su di sé, ma anche qui, se pensate di essere più furbi di facebook vi sbagliate, perché tutti noi abbiamo il potere di segnalare come spam un certo contenuto, che magari non ci piace, ci offende o non reputiamo interessante. Facebook anche in questo caso registra le segnalazioni, se ne accorge e penalizza i furbetti dello spam senza frontiere. Pagina avvisata!

Il consiglio in questo caso è studiare bene il pubblico che vogliamo raggiungere e magari investire qualche soldino in sponsorizzazioni per aumentare la visibilità dei post.

Comprare o chiedere like

L’idea tristemente assodata che avere una pagina con tanti like sia una garanzia di qualità è una cavolata. Elemosinare like ad amici presunti o veri su facebook o peggio ancora comprare like a pacchetti è una pratica che sul lungo periodo non funziona, perché non garantisce in alcun modo che le persone che metteranno like alla nostra pagina poi saranno interessati a seguirci.

Lo possiamo vedere da noi, una pagina facebook sana è quella che le persone seguono naturalmente perché in qualche modo ciò che dice le riguarda. Sono quelle pagine che se supportate da una strategia sensata, pubblicano contenuti interessanti per chi legge e sono proprio i contenuti di valore che le persone cercano e amano. Una pagina è viva e attiva non perché compra i like, ma perché chi c’è dietro si impegna ogni giorno ad ascoltare il suo pubblico e di conseguenza sa cosa dire per far crescere la sua pagina.

Questo significa che se dedichiamo tempo e cura a ciò che pubblichiamo vedremo la nostra pagina crescere nel tempo, perché è con la costanza e l’impegno che il passaparola positivo ha effetto. E facebook ci premierà mostrando di più i nostri contenuti.

Il consiglio in questo caso è quello di non avere fretta di far crescere la propria pagina e di concentrarsi sulle persone, proponendo contenuti autentici e accurati.

 

Come sempre, grazie per essere passati da qui. Alla prossima!

 

Mi chiamo Valentina Pucci e sono una libera professionista fanese. Mi occupo di social media marketing e curo progetti di comunicazione per piccoli imprenditori e liberi professionisti.

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