Cos’è LinkedIn e come si usa

Cos’è e come si usa LinkedIn? Fa per me oppure no? In questo articolo vi propongo una panoramica generale e qualche consiglio di utilizzo.

Colleghi, addetti ai lavori e aziende. Chi vuole sviluppare contatti professionali, fare networking e diffondere contenuti specifici relativi al mercato del lavoro, sceglie LinkedIn. È un social particolarmente adatto al B2B, gli utenti più attivi sono dipendenti di aziende che lo usano per fare da portavoce o restare in contatto con colleghi di lavoro.

Un po' di dati

LinkedIn continua a far crescere la sua preziosa nicchia. Microsoft, il papà di questo social, ha riferito che le entrate di LinkedIn sono aumentate del 24% nel secondo trimestre del 2020. Con 675 milioni di utenti mensili nel mondo, è cresciuto del 14% dalla fine del 2018, quando ha registrato 590 milioni di utenti. Per fare una comparazione: Instagram ha 1 miliardo di utenti, Facebook 2,5 miliardi e Twitter circa 330 milioni.

Sono 14 milioni le persone che usano LinkedIn in Italia, il 52,7% uomini e il 47,3% donne. La fascia di età più rappresentativa va dai 25 ai 34 anni.

Il profilo

LinkedIn ci consente di creare una specie di curriculum interattivo e il profilo serve a presentarci e raccontare in modo sintetico e chiaro la nostra storia professionale. Possiamo creare un profilo personale se siamo freelance o abbiamo un’attività che gestiamo in proprio, oppure un profilo aziendale se siamo una piccola azienda con pochi dipendenti.

Abbiamo lo spazio per la classica foto profilo (un appunto su questo, pubblicatene una che vi renda giustizia e che sia professionale, ricordatevi che non siamo su Facebook) e abbiamo uno spazio di testo per presentarci. Possiamo aggiungere il link al nostro sito, mettere in vetrina i collegamenti con le aziende per le quali abbiamo lavorato, le nostre esperienze formative, le cause che ci interessano e i gruppi di cui facciamo parte.

Possiamo anche aggiungere le nostre presentazioni. Ad esempio, abbiamo fatto un corso o siamo stati relatori per un evento? Possiamo mostrare le slide caricandole su Slideshare che è direttamente collegato a LinkedIn.

L’aspetto secondo me più interessante sono le recensioni di colleghi e collaboratori che possiamo richiedere e aggiungere al nostro profilo. In questo modo saranno visibili e i nostri collegamenti potranno risalire alla fonte con un clic (quindi, in teoria, verificarne l’autenticità).

Un occhio alla SEO

Su LinkedIn c’è una SEO interna proprio come su Google, che aiuta a farci trovare più facilmente dai motori di ricerca. Quindi, sul nostro profilo è importante aggiungere le nostre parole chiave. Le aree che vengono indicizzate sono: il titolo, il riassunto, gli interessi, le esperienze lavorative, le descrizioni e le competenze.

Come si usa LinkedIn

Nel tempo gli iscritti hanno cambiato il modo in cui lo usano. Dalle ultime statistiche viene fuori che le persone amano interagire con i contenuti, piuttosto che rispondere alle offerte di lavoro. E, in effetti, LinkedIn è passato dall'essere "solo" una piattaforma dove offrire e trovare lavoro, ad una vera e propria rete professionale per educare e informarsi. 

Chiedere un collegamento

Possiamo invitare una persona a entrare nella nostra rete professionale invitandola a collegarsi con noi. Se accetta l’invito, diventerà un collegamento di 1° grado. Questa pratica però non deve essere la scusa per rifilare offerte commerciali a freddo, ho già detto che che non funziona. Purtroppo, ci sono tantissime persone che chiedono collegamenti e poi cercano subito di venderti qualcosa, qualcuno addirittura fa un copia incolla dello stesso messaggio e lo invia a random. Personalmente lo trovo un comportamento fastidioso e spammoso, in più il 99% delle volte non sono in target.

Quando chiediamo un collegamento possiamo personalizzare il messaggio, visto che c’è questa possibilità sfruttiamola per spiegare il motivo della nostra richiesta.

Altra considerazione: inutile chiedere il contatto a chi non ce lo darebbe mai, perché dopo un certo numero di “rimbalzi”, potrebbero scattare sanzioni e limitazioni da LinkedIn. Una buona pratica è quella di invitare solo le persone che conosciamo e delle quali ci fidiamo, anche perché i collegamenti di 1° grado avranno accesso a tutte le informazioni visualizzate sul nostro profilo.

Ascoltare le conversazioni

Fare ricerca su LinkedIn è un buon modo di usarlo. Come sugli altri social, anche qui avremo un nostro feed con i post pubblicati e i gruppi tematici (come su Facebook). Scovare argomenti di conversazione è utile per capire come entrare nelle conversazioni e per prendere spunti su un tema di cui vogliamo parlare. Come? Cercando e iscrivendoci ai gruppi e seguendo gli hashtag (proprio come su Instagram). Ad esempio, se cerchiamo idee per un articolo possiamo capire intanto di cosa parla il nostro pubblico per dare il nostro punto di vista su un certo argomento.

Prendere posizione

Prendere posizione è un modo efficace per farci notare. Intervenire su temi caldi con il nostro punto di vista professionale è una cosa da fare su LinkedIn. Anche condividere i nostri valori per mostrare come ciò che facciamo migliori anche un po' la vita delle persone, funziona. In fondo è sempre lo stesso principio, siamo sui social non per dire quanto siamo fighi ma per creare relazioni. Per questo, nei nostri post possiamo anche menzionare persone e aziende, proprio come su Facebook. Se non ci piace condividere, usiamolo al massimo come curriculum.

Vedere le statistiche

LinkedIn ci mette a disposizione due tipi di account: uno base e uno premium (che è a pagamento). Con l’account base abbiamo accesso limitato alle statistiche ma possiamo comunque vedere, ad esempio, le ultime 5 persone che hanno visitato il nostro profilo negli ultimi 90 giorni e sapere dove lavorano e vivono, come ci hanno trovato, il loro settore e la loro qualifica.

Nota a margine: per far sì che il nostro nome compaia tra i risultati di ricerca, dobbiamo assicurarci che la privacy del nostro profilo sia pubblica.

Come funziona l’algoritmo

Anche LinkedIn, come Facebook e Instagram ha un suo algoritmo che filtra tutti i contenuti che le persone condividono. Ma come funziona?

Secondo Pete Davies, che gestisce i prodotti di LinkedIn, il mantra del feed è "Le persone che conosci, che parlano delle cose a cui tieni". In altre parole, l'algoritmo di LinkedIn dà la priorità alle connessioni personali in base agli interessi.

Pare che le connessioni personali siano privilegiate rispetto a quelle con i grandi brand o gli influencer. Se questo è vero, LinkedIn ci mostrerà soprattutto i contenuti di chi è realmente vicino a noi. Ecco perché ha senso chiedere collegamenti a persone che conosciamo.

L'algoritmo di LinkedIn ha due obiettivi principali:

- dare priorità a un contenuto pertinente;

- promuovere l'impegno.

Questo significa che sul nostro feed non vedremo i post in ordine cronologico, ma in base a quanto possono interessarci. E questo è anche il motivo per cui il feed della home page è impostato su post "principali" e non su “post recenti” (anche se abbiamo ancora la possibilità di passare a questa modalità).

Nonostante le voci, pare che l'algoritmo non favorisca formati particolari, quindi possiamo avere gli stessi risultati postando video, immagini, testi o link. Ma c’è un dato che orienta la scelta: gli utenti di LinkedIn hanno una probabilità 20 volte maggiore di condividere un video sulla piattaforma rispetto a qualsiasi altro tipo di post.

Come sfruttare l’algoritmo

Ogni volta che apriamo l’app, LinkedIn controlla i post recenti tramite le nostre connessioni, quindi le persone, le pagine e gli hashtag che seguiamo e i gruppi a cui siamo iscritti.

Per decidere cosa va in cima al nostro feed, LinkedIn e prende in considerazione le persone con le quali stiamo parlando (quindi persone che conosciamo) e le conversazioni che facciamo con quelle persone (quello di cui parliamo). 

LinkedIn premia le interazioni: cioè i commenti e le reazioni, ma anche le informazioni sul nostro profilo, perché è lì che diciamo quali sono i nostri interessi, le nostre esperienze e chi sono nostri colleghi e collaboratori.

Condividere conviene

Condividere i contenuti e interagire su LinkedIn conviene. Infatti, i nostri post possono essere visibili su altri feed perché chi è collegato a noi lo ha apprezzato, commentato o condiviso.

La cosa interessante è che su LinkedIn i post che noi consigliamo (o commentiamo) vengono condivisi con la nostra rete e questo significa che, per ogni like che diamo o che riceviamo su un contenuto, quest’ultimo sarà mostrato a chiunque sia collegato a chi ha interagito con il contenuto stesso. In pratica l’interazione viene condivisa con la rete di chi l’ha eseguita.

Nuove funzionalità

Come tutti i social anche LinkedIn cerca di portare la conversazione in una dimensione più intima e privata. Sappiamo che sta sperimentando una nuova funzionalità che ci aiuterà ad aggiungere rapidamente i nostri attuali compagni di lavoro.

Altre due funzionalità interessanti su LinkedIn:

- Pulse, cioè il blog che LinkedIn mette a disposizione per pubblicare articoli sulla piattaforma;

- le newsletter, una funzionalità in fase di test per profili “alti”.

 

L'articolo finisce qui, grazie per avermi letta! Se avete domande fatele nei commenti, alla prossima ;)

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