Dove vai se l’hashtag non ce l’hai?

 Cosa sono e come usare quelle bellissime parole o frasi tutteattaccate precedute dal tasto # (cancelletto).

Chi non ha mai usato un hashtag alzi la mano! Ma sapete davvero cosa sono e come usarli nel modo giusto?

Per scoprirlo potete guardare il video o leggere il riassunto sotto. 

Hashtag, cosa sono e come usarli bene

Oggi parliamo di #Hashtag, cosa sono e come usarli bene!

Pubblicato da Valentina Pucci - Piccoli gesti di marketing su Venerdì 20 marzo 2020

 

Domanda banale, ma non troppo: cosa sono gli hashtag?
Gli hashtag non sono altro che parole chiave linkabili, precedute dal simbolo cancelletto (o Hash in inglese). Vi invito a soffermarvi sulla parola “linkabili”, sono cioè delle parole che possiamo cliccare per andare da qualche altra parte (una conversazione o un nuovo feed).

La popolarità del termine hashtag è strettamente connessa alla storia di Twitter, dove le parole che seguono il cancelletto creano dei collegamenti a tutti i tweet che parlano dello stesso argomento. Era il 2007 quando Chris Messina inventava gli hashtag su Twitter: in un tweet proponeva l’uso del simbolo cancelletto (#) davanti a una parola specifica, nel suo caso #barcamp, per raccoglierci intorno il gruppo di persone interessate all’argomento, perché potessero seguire con facilità tutto quello che veniva postato in proposito e che rischiava di perdersi nella sequenza generale dei tweet. Quindi, come quasi tutte le cose che funzionano e durano nel tempo, l’hashtag è nato per risolvere un problema.

 

Dopo Twitter, altri social come Instagram, Facebook e ovviamente Tik Tok, hanno copiato l’idea.

Perché usarli

Gli hashtag servono principalmente per prendere parte a una conversazione in corso su un social e per rendere visibili i miei post in quella conversazione. Quando uso un hashtag di solito:

- voglio tenere traccia di una serie di contenuti che mi piacciono

- voglio unirmi a una conversazione di gruppo

- voglio aggregare un gruppo di persone attorno a un argomento

Su Instagram gli hashtag hanno giocato e giocano tutt’ora un ruolo importante. Qui, gli hashtag possono riguardare, ad esempio, uno stile fotografico (provate a cercare l’hashtag #ayellowmark, #pastelloso o #streetphotographyclub), questi tipi di hashtag sono una fonte di ispirazione e spesso sono lanciati da fotografi o artisti e riescono a mettere in contatto persone con gli stessi gusti.

Poi ci sono gli hashtag di brand che sono dedicati a un particolare prodotto o marchio, come ad esempio l’hashtag #lovemylottas, #weareallbirds o #happinesseverywhere.
Possono anche raccogliere i contenuti visivi attorno a un evento, come ad esempio #EtsymeetsItaly. Questo tipo di hashtag sono lanciati dai brand che chiedono esplicitamente ai loro clienti di utilizzarli per i prodotti o raccontare visivamente un evento al quale hanno partecipato.

Poi ci sono gli hashtag di community e luoghi, lanciati da blogger, instagrammers e influencer e servono a riunire contenuti e persone che si riconoscono in qualcosa. Ad esempio, l’hashtag lanciato da Marta Pavia #feliceadesso o quelli relativi a un periodo dell’anno particolare, come ad esempio l’hashtag #gioiedinatale, o ancora, quelli lanciati dagli instagrammers come #igersmarche, #igerstorino ecc.

Anche su Tik Tok gli hashtag funzionano come su Instagram. Sono uno strumento per organizzare i contenuti per categoria, aiutare gli utenti a condividere e cercare contenuti e posso anche usarli per partecipare a una Challenge.

Su facebook l’importanza degli hashtag è relativa rispetto agli altri social, perché molti dei profili sono privati, quindi la visibilità in questo senso è scarsa. Di solito sono gli influencer e i grandi brand ad usarli, ma posso comunque ricercarli per dare il mio contributo attorno a un tema specifico.  

Hashtag e visibilità

Basta aggiungere un hashtag per ottenere visibilità? Sni, dipende sempre dall’obiettivo che ho e da come funziona l’algoritmo del social stesso. In generale è la funzione principale degli hashtag è quella di etichettare e riunire una serie di contenuti in modo che sia più facile per le persone scoprirli ed entrare in contatto con nuovi contenuti che altrimenti non avrebbero scoperto. È buona cosa usarli non per raggiungere più persone, ma per raggiungere le persone giuste.

Ci sono anche hashtag che vedo spesso usare ma che non funzionano. Sono quelli troppo generici come #coffie #love #estate #black #white ecc…

Anche gli hashtag molto famosi sono rischiosi da usare, soprattutto quelli come #likeforlike, #instagood, #instamood, ##photooftheday. Perché? Perché sono spesso invasi da spam e presi di mira dai bot.

Come scegliere un proprio hashtag

Se voglio creare un hashtag relativo al mio brand o a una community, devo tenere a mente che più è semplice la parola, più sarà facile per il mio pubblico ricordarla. Eviterei hashtag troppo lunghi, parole straniere (a meno che il vostro pubblico non lo sia), hashtag troppo creativi e difficili da ricordare. Resterei sul semplice e prima di sceglierli farei una ricerca, chiedendomi: quanti contenuti sono già stati creati con quell’hashtag? Su Instagram verificarlo è semplice, nella barra di ricerca scrivo l’hashtag che mi interessa indagare e vado a vedere il numero di post creati con quell’hashtag. Su Tik Tok posso vedere quante visualizzazioni ha un hashtag, mentre su Facebook posso scriverli nella barra di ricerca e vedere i contenuti pubblicati con quell’hashtag. Fatto questo cercherei di capire chi li usa, che tipo di contenuti aggrega e come possiamo inserirmi nella conversazione in modo coerente.

Riassumendo:

Gli hashtag sono parole linkabili che aggregano contenuti di un certo tipo

Sono parole al servizio delle persone, non degli algoritmi e possono aiutarci a raggiungere le persone giuste per noi.

Non tutti gli hashtag sono efficaci, meglio scegliere quelli che non aggregano troppi contenuti ed evitare quelli spammosi.

L’articolo è finito, grazie per avermi letta!

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Incontriamoci sul web!

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