La visibilità non è un obiettivo

Qualche giorno fa mi è arrivata una domanda che recita così: come trovo la visibilità sui social?

Mi pare, a volte, che la visibilità sia una sorta di chimera, tutta la vogliono, tutta la cercano. È un po' come dire voglio essere primo su Google. Sono sicura che là fuori ci siano tantissimi contenuti che offrono la soluzione definitiva per questi due problemi. Personalmente me ne tengo alla larga, perché se esistesse una tecnica per attirare orde di fans urlanti o la ricetta per arrivare al primo posto sui motori di ricerca, allora saremo tutti ricchi vi pare?

Invece non è così.

La visibilità non si vende al chilo e non ci sono soluzioni magiche per ottenerla. Non è nemmeno una questione di canali, ma di strategia. Pensiamo solo al fatto che Facebook ormai, per mostrare i nostri contenuti, ci costringe a pagare caro, lo stesso accade su Instagram, idem su Google. In questo senso un po' ce la fanno credere, dicendoci butta qui i tuoi soldi e il gioco è fatto. Troppo facile però.

Che poi, dire voglio essere visibile non ha senso, tutti siamo visibili potenzialmente, basta aprire un account sui social o avere un sito. Siamo presenti insomma, la vera domanda è chi ha voglia di seguirci? Girando la frase: per chi vogliamo essere visibili?

Ad esempio, se vendi libri cosa significa per te avere visibilità? Perché dovrai considerare che competerai con Amazon che è infinitamente visibile. Siamo sicuri che avere come obiettivo la visibilità sia la via giusta? Tantissime persone sono convinte di sì.

Due storie dalle quali prendere spunto

Allora chiediamoci chi sono le persone che hanno visibilità? Sono le persone rilevanti per la loro comunità, che di conseguenza li segue e li premia dando loro visibilità. Vedi Chiara Ferragni, vedi Salvatore Aranzulla, ecc. Ora, loro non è che si sono svegliati una mattina e hanno detto il mio obiettivo è essere visibile. La loro forza è la loro capacità di dare un messaggio chiaro, in cui le loro comunità possono riconoscersi. La conseguenza è che sono le persone che li seguono a dare loro visibilità! Poi certo, bisogna fare i conti con i budget ed essere realistici, ma questa è un’altra storia.

Alla base comunque c’è sempre il target. Il pubblico di Salvatore Aranzulla cerca di risolvere problemi comuni che riguardano l’informatica e lui aiuta chi gli chiede consigli in merito. La sua idea è stata quella di aprire un blog per rispondere a queste domande e nessuno lo aveva fatto prima, non in quel modo e non per risolvere quei problemi. La conseguenza è che si è creato una reputazione, le persone lo seguono, ne parlano con gli amici, consigliano i suoi contenuti. E così arriva la visibilità. Poi gli addetti ai lavori si accorgono di lui, ne parlano i giornali, on line si sparge la voce, lo chiamano per parlare agli eventi, per raccontare la sua storia in radio, lo intervistano i giornalisti. Il suo obiettivo però resta sempre quello di dare una risposta a un problema.

La storia di Chiara Ferragni non è poi così diversa. Nel 2009 apre il suo blog The Blond Salad dove mostra come si può essere fashion senza spendere milioni in vestiti firmati. Chiara Ferragni piace perché è una persona “normale”, o meglio è così che vuole essere percepita, in contrasto con le super modelle che eravamo abituati a vedere, così irraggiungibili. Nessuno ci aveva pensato, lei è stata la prima. E ha funzionato.

Cosa possiamo imparare 

Che la visibilità non è l’obiettivo da raggiungere, ma la conseguenza di una strategia che tiene conto di un pubblico preciso. Quindi, se non siamo Salvatore Aranzulla o Chiara Ferragni, e non lo siamo, diamoci obiettivi realistici.

La visibilità arriverà se il nostro prodotto o servizio è valido, se i contenuti che pubblichiamo sono interessanti, se il pubblico li capisce e li apprezza e se noi ci sforziamo di comunicare con costanza e coerenza. E per farlo dobbiamo avere un piano, altrimenti rischiamo che le uniche persone che ci conoscono e comprano da noi siano nostro cugino e nostra zia.

Quindi, cosa fate per arrivare al vostro pubblico? Qual è la vostra strategia? Come, non ne avete una?? Beh, se volete posso darvi una mano, anzi due. Una si chiama Colla Strategia ed è una consulenza lunga per aiutarvi a mettere insieme i pezzi del vostro marketing, dandovi una direzione strategica di canali e contenuti. L’altra è Mini Macro, serve a chi vuole iniziare a capire come muoversi e risolve piccoli problemi specifici nella comunicazione.

L’articolo finisce qui, grazie per essere passati di qua e avermi letta!

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