Terza puntata di #piccolimareattivi: parliamo di comunicazione!

Chi avrebbe mai immaginato dopo anni di riprendere in mano un tema così vasto, così complesso e nello stesso tempo così affascinante e profondo? Quante immersioni durante gli anni di università, negli oscuri misteri della comunicazione, quante ore a studiare teorie cibernetiche che non facevano altro che confondermi ancora di più le idee! E la frustrazione che provavo pensando a tutta questa teoria che non sarei mai riuscita a mettere in pratica...

Fino a questa settimana, quando al telefono con Alessandra Caravella mi è venuta la brillante idea di chiederle di scambiarci i ruoli “Ale che ne pensi se nella terza puntata fossi tu a intervistare me? Cosa ti piacerebbe sapere?”
E Ale l’ha sparata, LA domanda: "io ti chiederei cos'è la comunicazione?"
Io: “Ah beh un argomento facile insomma” 
Così tutti i libri impilati uno sull'altro che fino a ieri guardavo con timore reverenziale, sono stati, forse per la prima volta, davvero utili.

Ciao a tutti e bentrovati alla seconda puntata di #piccolimareattivi le dirette facebook dedicate alle piccole attività che vogliono tirare fuori il meglio di sé. Con me come sempre c’è Alessandra Caravella che porterà il punto di vista della psicologia e in questa occasione in veste di intervistatrice. 

Potete guardare il video o leggere il riassunto sotto la diretta.  

Terza puntata di #piccolimareattivi

Oggi insieme alla Psicologa Alessandra Caravella - Bari parliamo di comunicazione ⭐️

Pubblicato da Valentina Pucci - Piccoli gesti di marketing su Lunedì 25 maggio 2020

 

Cos’è la comunicazione?

C’è una frase nell’introduzione del libro di Anna Maria Testafarsi capire” che dice: L’idea di fondo è che comunicare sia avventurarsi tra vincoli e regole, con il bagaglio della propria storia individuale e delle proprie convinzioni e l’aiuto del proprio talento creativo, alla scoperta di sé nella relazione con l’altro.

La comunicazione è un processo interattivo, in cui c’è un meccanismo di feedback e retroazione.

Io posso comunicare qualcosa, quindi esprimermi, e posso comunicare con qualcuno, quindi trasmettere. In questo senso la comunicazione è una sintesi di tre momenti, che sono idealmente distinti e ugualmente necessari: emissione, informazione e comprensione. Io dico qualcosa, o meglio scelgo di dire qualcosa tra molteplici o ristrette possibilità a mia disposizione, c’è questo qualcosa che viene detto (che è informazione in senso stretto) e infine c’è qualcun altro che, a partire da questa combinazione di quel qualcuno che dice qualcosa, produrrà una sua differenza, una differenza nel suo mondo (la comprensione).

In altre parole la comunicazione è qualcosa che emerge rispetto ai suoi elementi. E’ la differenza che fa la differenza e che genera nuovo senso, introducendo in un contesto particolare e concreto un elemento di novità che muta il mio mondo particolare e concreto di senso.
Cioè quella cosa che mi hai detto vuol dire qualcosa, cioè ha un valore, nel momento in cui sono io che le do un senso. Al contrario, per me sarà solo rumore.

Quindi è sempre e solo chi riceve a distinguere tra informazione e rumore.

Faccio un esempio, il fatto che io dica che i miei prodotti sono Km0, che li fanno i piccoli produttori, che sono 100% bio e per questo costano più della media, può essere rilevante per chi è sensibile e riconosce i codici di quell’etica di consumo ed è disposto a investire per costruire insieme a me il nostro mondo migliore. Mentre, chi compra in modo “fast” semplicemente ignorerà il mio messaggio, passerà oltre, in pratica quello che racconto resterà rumore.

L’atto materiale di esprimere qualcosa coincide con il trasmettere quel qualcosa a un qualcuno se viene compiuto all’interno di un processo (una sequenza di atti collegati tra loro) che si realizza solo quando qualcun altro c’è, se qualcun altro percepisce in qualche modo quello che gli è stato trasmesso e reagisce. 

Come utilizzi queste conoscenze per mettere a punto strategie efficaci sul web?

Come dicevo la comunicazione non può prescindere da un destinatario. Quindi in ottica strategica, quello che farò sarà prima di tutto pensare a chi rivolgo la mia comunicazione. Posso farlo in diversi modi, raccogliendo dati e informazioni che riguardano il mio target, fare collegamenti e trovare punti in comune per poi fare una sintesi delle caratteristiche più rilevanti e immaginare chi potrebbe rappresentare meglio quelle caratteristiche, che tipo di persona sarebbe il mio cliente tipo? Magari è una creativa che ama fare cose con le mani, magari è un nerd che sogna di diventare uno youtuber, magari è una fashion addicted con la passione per la fotografia, magari è il burlone del gruppo ironico che ha sempre la battuta pronta.

Se la comunicazione comprende l’informazione che genera differenza, allora dovrò scegliere qual è il messaggio principale che la mia comunicazione dovrà esprimere. Mi devo chiedere qual è la cosa che mi distingue? E questa cosa rappresenta un valore per il mio target? La risposta sarà la mia promessa di valore, l’insieme delle informazioni che formano il mio messaggio. E in secondo luogo, in che modo posso trasmetterlo perché sia compreso all’interno di codici comuni?  In parole povere, mi devo chiedere come comunica il mio target? Che linguaggio usa? Quali sono i suoi modelli di riferimento? A quale immaginario attinge? E via dicendo.

Come comunicare in modo semplice, immediato e chiaro nei vari canali?

Avvicinandosi al proprio target, empatizzando con lui e scegliendo cosa dire di noi. In generale sul web la nostra attenzione è bassa, siamo continuamente distratti da altre cose e il nostro modo di consumare contenuti è veloce. Dobbiamo catturare subito l’attenzione, ma anche lavorare per mantenerla (e non è scontato!). Poi, le persone sono pigre quindi la prima cosa fa fare è eliminare gli ostacoli che confondono, sviano, interrompono la comunicazione tra noi. Preferendo ad esempio nei testi parole semplici e frasi brevi, spiegando concetti complessi o parole straniere, usando immagini e video per arricchire la narrazione, organizzando un sito con ordine dando delle priorità e non buttandoci dentro tutto, rispettando i linguaggi dei canali che decidiamo di usare per comunicare e quindi, ad esempio, evitare i meme su linkedin o di fare i seriosi su tik tok.

Nel messaggio che importanza ha la comunicazione visiva?

Non è propriamente il mio campo, però posso dire che tutti gli elementi della comunicazione hanno un ruolo nel modo in cui viene percepito un messaggio. Tutti gli elementi, visivi e anche audio devono suonare la stessa melodia. Poi ogni elemento in sé può contribuire a dare ritmo, evocare un atmosfera, guidare verso la conclusione. L’importante è che ci sia una coerenza di fondo a partire dal messaggio.

Faccio un esempio. Se sul sito dico che i miei prodotti sono facili da usare ma poi sui social faccio dei post comprensibili solo per addetti ai lavori, creo una dissonanza. Se l’essere facile da usare è il mio punto di forza, tutta la comunicazione dovrà rispecchiare questa promessa. Chiaro?

 

Berne, l’articolo-intervista è finita, ma come sempre mi piacerebbe raccogliere le vostre impressioni. Vi è piaciuto quello che avete visto e/o letto? Vi è servito? Avete domande o suggerimenti da darci, sui temi, sul modo di raccontarli? Avete argomenti che vi piacerebbe approfondire nelle prossime dirette di #piccolimareattivi?
Scriveteci, qui sotto nei commenti, via mail, via social (facebook e instagram) dove vi pare a voi la scelta!

Grazie per essere passati di qua, alla prossima!

 

 

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